BisaBoga inagura il primo adeguamento dei suoi spazi verso l’accessibilità

Latest Comments

Nessun commento da mostrare.

Mercoledì 22 aprile la BisaBoga inagura il primo adeguamento dei suoi spazi verso l’obiettivo di una completa accessibilità degli stessi.

Per l’occasione il collettivo Disabili Pirata presenta l’ambizioso piano Peba 2026 per il completo superamento delle barriere architettoniche in tutti i Comuni italiani.

ore 18 – incontro con Disabili Pirata e presentazione del progetto
ore 20 – cena con pizza dal forno Sante Caserio
ore 21.30 – dj set con dj Rey aka Andrey da Torchiera Senz’Acqua Milano

Il 25 marzo 2026 sono trascorsi 40 anni dall’approvazione della Legge n. 41/1986, che introdusse i P.E.B.A. – Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche. La legge prevedeva l’adozione dei Piani entro un anno. In caso di inadempienza? Il commissariamento ad acta dei Comuni da parte delle Regioni. In quarant’anni ciò è avvenuto raramente.

La campagna PEBA 2026, in quest’anno di paralimpiadi, è determinata a andare fino in fondo, dopo 40 anni di olimpiadi delle barriere di chi fa vite a ostacoli ogni giorno.

A chi pensasse che parlare di barriere sia anacronistico, va risposto che non lo è più della siepe di Leopardi. Oltre quel gradino, oltre quell’ostacolo, oltre l’incomprensione — c’è un infinito di possibilità negate a chi la barriera la subisce: la libertà di viaggiare, l’istruzione, il lavoro, la socialità, l’indipendenza, gli affetti, la natura, le cure, l’arte, la cultura, il turismo, lo svago. E l’elenco potrebbe continuare… appunto, all’infinito.
La barriera è l’emblema della banalità del male dell’esclusione, dell’abilismo, dell’indifferenza.
La disabilità è perlopiù effetto dell’ambiente circostante: ogni barriera crea disabilità!

Quarant’anni dopo, non è anacronistico lottare per l’accessibilità. Finché le barriere non saranno rimosse, ne subiranno le conseguenze anzitutto 13 milioni di persone con disabilità, di cui circa 3 milioni con disabilità grave e gravissima, oltre a 7 milioni di caregivers, ma anche i genitori con i passeggini, i lavoratori e corrieri che s/caricano carelli, le persone con difficoltà motorie temporanee o anziane, di cui oltre 400 mila rinchiuse dentro le strutture come RSA e RSD — praticamente l’intera societá!
Le battaglie per la Vita Indipendente, per un Welfare Solidale ed Etico, finanziato al posto di armi e guerre, per la Sanità Pubblica, per la Ricerca, per l’Accessibilità al Lavoro ed all’Istruzione o per i Diritti di Caregiver, resteranno lotte incomplete, se l’accesso fisico e culturale ai luoghi della vita continuerà ad essere negato.

Basta una sola rampa malconcia.
Un ascensore non funzionante.
Un percorso pedotattile incompleto.
Un pannello in Braille illeggibile.
Un annuncio non tradotto in LIS.
Una mancata attenzione alle esigenze individuali.
Basta una sola barriera per negare un diritto.
Eppure, talvolta, basta anche una sola barriera abbattuta per aprire un varco verso l’infinito.

Dopo decenni di inganni la sola grande opera davvero necessaria è abbattere e superare tutte le barriere, insieme alla rigenerazione e riconversione ecologica, ridisegnare i territori a misura di essere vivente.
Dopo quarant’anni non ci saranno ulteriori proroghe morali.
Le istituzioni sono avvisate (e mezze salvate!), la campagna inizierà con una diretta da da diversi territori e Regioni, il 25 marzo 2026, a 40 anni dall’entrata in vigore della legge sui PEBA e proseguirà per un anno e ad oltranza, a partire dai censimenti e dalle mappature, fino ad altre azioni coordinate da definire insieme nelle prossime assemblee.

https://peba2026.org/40-anni-di-barriere-fa-e-tempo-di-abbatterle-davvero/
https://www.abbattilebarriere.it/

 

CATEGORIES:

Comunicati

Comments are closed